
L’edilizia ha subito un forte calo di richiesta per quanto riguarda i lavori di manutenzione straordinaria, contemporaneamente il superbonus 110% ha rallentato e fatto rimandare molti progetti creando diverse problematiche nel settore.
Il 2020 non è stato un buon anno per le imprese edili che hanno visto una diminuzione del 7,4% nelle costruzioni di nuovi edifici e del 10,4% per quanto riguarda le opere di manutenzione straordinaria rispetto al 2019. A colpire ulteriormente gli operatori edili è stata l’iniziativa emessa dallo Stato con il superbonus 110%, tale proposta ha fatto sì che gli italiani rimandassero tutti i lavori di manutenzione straordinaria e costruzione per esaminare la possibilità di usufruire dell’incentivo. Questo è ciò che risulta dai dati raccolti dal Servizio Studi e dal Cresme che hanno presentato un dettagliato Rapporto 2020 con la stima dell’impatto degli incentivi statali nel campo delle costruzioni edili.
Bonus fiscale edilizio: evoluzione e reazione
I bonus fiscali riguardanti l’edilizia iniziano dal 1998 quando furono introdotte i primi vantaggi usufruibili per la riqualificazione energetica, misure antisismiche, cura del verde oltre che per gli arredi. Nel 2020, con il superbonus 110% si punta ancora al settore energetico legato alle costruzioni che diminuisca l’impatto ambientale proseguendo nel 2021 con tale progetto grazie alla proroga emessa dalla Camera.
Il futuro dell’edilizia con il superbonus 110%
Il settore edile è entrato nel “primo ciclo dell’ambiente costruito”, così definito nel Rapporto 2020 che intende creare una nuova idea di costruzioni ecosostenibili. Tale azione ha costituito un grande blocco delle attività che stanno riprendendo lentamente ma che si prevedono numerose nel corso del prossimo anno quando si verranno a realizzare i progetti ora in corso di esame per il superbonus. Un blocco momentaneo che si risolverà con risvolti interessanti per il 2021 e 2022 con un aumento di lavoro e fatturato notevole per le imprese edili e tutto l’indotto collegato a esse.